I Sarràccussì in concerto a San Leucio: un trionfo di musica, tradizione e tanta simpatia

Un’atmosfera calda e accogliente, della splendida sede della Pro Loco di San Leucio e un pubblico entusiasta in ogni posto disponibile. Così, giovedì 6 novembre, ha preso il volo la rassegna musicale diretta da Gennaro Vitrone, inaugurata da un gruppo che della tradizione culturale locale ha fatto la sua bandiera: i Sarràccussì.

Ad aprire le danze sono stati loro: Donato Tartaglione al contrabbasso, Ernesto Orecchio alla chitarra e Pina Valentino alle percussioni. Tre talentuosi custodi di una memoria sonora che, anziché chiudersi in un archivio, viene continuamente riletta e vivificata.

La bravura dei Sarràccussì: un ensemble di pura arte

La forza del trio risiede in un’affiatamento che va oltre la semplice esecuzione. Donato Tartaglione imprime col suo contrabbasso una base ritmica e profonda, un pulsare vitale che è la colonna portante di ogni brano. Ernesto Orecchio, alla chitarra, con la sua voce dipinge melodie che spaziano dal folk più autentico a suggestioni contemporanee. Pina Valentino, infine, è il cuore percussivo del gruppo, un’esplosione di energia e ritmo che trascina l’ascoltatore in vortex sonori ipnotici.

L’originalità del loro sound nasce proprio da questa fusione: strumenti tradizionali e linguaggi moderni si fondono in un esperimento riuscito di tonalità, ritmi e melodie. Non una semplice riproposizione, ma una magia contemporanea che affonda le radici in un hummus musicale ricchissimo.

Il tocco di Ubaldo Tartaglione: la firma dell’eccellenza

Ma la serata ha conosciuto il suo momento di pura alchimia con l’ingresso in scena di un giovane musicista che vanta collaborazioni illustri, un vero e proprio talento: Ubaldo Tartaglione. La sua partecipazione non è stata una semplice guest appearance, ma un vero e proprio sigillo d’autore sul concerto.

Il suo tocco professionale, preciso e al tempo stesso appassionato, ha dato al concerto un’atmosfera arabeggiante e ipnotica. Ogni suo intervento, un dialogo perfetto con le basi gettate dal trio, ha elevato l’esecuzione, trasformando i brani in quadri sonori di rara complessità e bellezza.

Il concerto: dagli inediti ai classici, fino al coro del pubblico

Il gruppo ha presentato alcuni dei loro brani di punta, come l’intensa “Alba senza Dio” e la travolgente “E nemmen riman”, per poi tuffarsi in originali arrangiamenti di classici di Enzo Gragnaniello e Pino Daniele. Qui, la sintesi del loro progetto è apparsa in tutta la sua chiarezza: rendere attuali i linguaggi del passato.

Il finale, come da migliore tradizione, è stato spumeggiante e coinvolgente. Le note di “San Gennaro civico 18” e “Tammurriata nera” hanno fatto scattare in piedi il pubblico, che non ha resistito alla tentazione di unirsi in un coro festoso e partecipato, suggellando la serata in un abbraccio collettivo.

I gradevoli scambi umoristici tra Ernesto Orecchio e Donato Tartaglione hanno contribuito a infondere un’atmosfera ancora più coinvolgente e conviviale alla riuscita serata musicale.

La formula vincente: musica di qualità ed eccellenza a tavola

La serata, organizzata sotto l’attenta regia del Direttore Artistico Gennaro Vitrone, ha confermato il successo di una formula vincente: l’intrattenimento di alta qualità si sposa con l’eccellenza enogastronomica del territorio.

Ad allietare l’incontro, infatti, una deliziosa degustazione offerta dal Biscottificio e Tarallificio Stoto di Lucia Stoto, vera eccellenza locale che ha deliziato i presenti con i suoi prodotti artigianali, accompagnati da un buon bicchiere di vino.

Un inizio, quindi, più che promettente. Con i Sarràccussì e il tocco magistrale di Ubaldo Tartaglione, la rassegna di Vitrone ha firmato una serata da incorniciare, dimostrando che la musica popolare, quando è in mani così esperte, non ha età.

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