Inaugurata alle porte del Real Borgo di San Leucio una statua dedicata al Re Ferdinando IV di Borbone

Inaugurata alle porte del Real Borgo di San Leucio una statua dedicata al Re Ferdinando IV di Borbone

Oggi, domenica 29 maggio, nell’isola spartitraffico dello svincolo di accesso a San Leucio, su Viale degli Antichi Platani, è stata inaugurata ufficialmente la scultura dedicata a Re Ferdinando IV di Borbone, realizzata dal Maestro Battista Marello.

L’opera in bronzo, alta 2,20 metri e del peso di circa 500 chilogrammi, collocata sul piedistallo già nella giornata di venerdì, rappresenta il sovrano borbonico con tutti i simboli iconici dell’antica Colonia Serica di San Leucio: il re è avvolto in un manto di seta e regge con una mano il Codice delle Leggi e con l’altra sostiene un subbio, una parte degli antichi telai. Il retro della statua riporta alcune immagini del Complesso Monumentale del Belvedere.

La statua è nata da un’iniziativa della scorsa amministrazione comunale ed è stata rinnovata da quella attuale. Per colpa della pausa dovuta al Covid-19 la prima bozza in argilla è stata interrotta per poi essere ripresa due anni dopo affinché venisse consegnata dalla Fonderia nolana Del Giudice. L’opera è stata acquisita dall’Amministrazione Comunale con la formula del negotium mixtum cum donatione, con la spesa dei soli costi della sua materiale realizzazione. L’artista Battista Marello ha offerto il suo operato a titolo completamente gratuito, come ha tenuto a precisare lui stesso durante l’inaugurazione dell’istallazione.

Alla cerimonia di inaugurazione, oltre al Maestro Battista Marello e il Sindaco Carlo Marino, erano presenti l’assessore alla Cultura Enzo Battarra, il consigliere delegato di zona Donato Tenga, il consigliere Andrea Boccagna e il consigliere di opposizione Pasquale Napoletano, figlio del luogo. A presenziare l’evento anche un drappello di neoborbonici che sventolavano la loro bandiera.

Nei giorni scorsi non sono mancate alcune polemiche per la scelta di dedicare una statua a Re Ferdinando IV di Borbone. In particolare il Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano aveva bocciato l’iniziativa come “inopportuna, per non dire offensiva”.

All’inaugurazione ha destato scalpore la mancanza dei figuranti in costume d’epoca dell’Associazione Corteo Storico Real Colonia di San Leucio. L’Associazione ha avuto l’invito dal Comune di Caserta a partecipare all’inaugurazione ma non è stata assolutamente coinvolta nell’organizzazione dell’evento. Chi meglio dell’Associazione poteva rappresentare il Codice delle Leggi attraverso l’abito leuciano, attraverso la presenza dei Seniori e, perché no, con il gonfalone del Borgo di San Leucio?

Facendo ulteriori indagini abbiamo scoperto che neppure la Pro Loco Real Sito di San Leucio sia stata coinvolta nell’iniziativa. Sarà anche una questione di scelte ma tenere fuori da un evento così importante per la comunità le due massime rappresentanze del Borgo di San Leucio ci è sembrato un paradosso.

Fra l’altro, l’Associazione Corte Storico da alcuni mesi non ha più neppure una sede: è stata letteralmente sfrattata da via Atrio Superiore Parrocchia, dai locali sottostanti la Parrocchia di San Ferdinando Re, dove di recente ha subito anche il furto di alcuni preziosi strumenti musicali in essa custoditi.

Il Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio, per chi non lo sapesse, è una sfilata in costume che rappresenta, attraverso la composizione di quadri, la condizione sociale e paternalistica di Ferdinando IV di Borbone e delle sue leggi illuminate scritte per garantire il buon governo e l’uguaglianza tra gli abitanti del luogo. Il giorno del Corteo segna per i leuciani, da oltre quarant’anni, un momento importante. L’attesa diventa più forte quando il borgo inizia a imbandierarsi, alle finestre delle case sventolano le bandiere dei suoi sei quartieri: Belvedere, San Carlo, San Ferdinando, Trattoria, piazza della Seta e San Silvestro.

Purtroppo quest’anno questo magnifico momento storico-evocativo non si svolgerà. Non per le restrizioni dovute al Covid-19 e neppure per mancanza di figuranti ma più semplicemente per mancanza di organizzazione e di supporto istituzionale. Sarà anche vero che la cultura non si mangia, ma crea un notevole indotto, che fa vivere molte attività commerciali.

Vale la pena sottolineare che il Corteo Storico di San Leucio partecipa per l’inserimento nella Mappatura delle Rievocazioni Storiche sul territorio nazionale dell’ICPI – l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale appartenente al Ministero della Cultura.

 

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